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Il censimento 2025 conferma la crescita del settore con 1,7 milioni di alveari. Dal 2026 scatta la "Direttiva Breakfast": obbligatorio indicare percentuali e origini dei mieli

Api italiane, un patrimonio da record: verso la trasparenza totale in etichetta

Api italiane, un patrimonio da record: verso la trasparenza totale in etichetta

L’Anagrafe apistica nazionale taglia il traguardo del decimo anno di attività, restituendo la fotografia di un settore in salute e sempre più regolamentato.«In Italia, chiunque possieda anche un solo alveare ha l’obbligo di denunciarlo», spiega Raffaele Cirone, presidente della FAI (Federazione Apicoltori Italiani) e delegato presso Apimondia. Un rigore burocratico che, secondo Cirone, posiziona il nostro Paese all'avanguardia in Europa per capacità di monitoraggio e tracciabilità.

I numeri del settore: Piemonte sul podio

I dati del rilevamento 2025 confermano un trend di crescita costante. Ad oggi si contano 77.449 apicoltori, suddivisi tra:

  • Oltre 56.000 hobbisti (produzione per autoconsumo);

  • Più di 21.000 professionisti della filiera.

Con oltre 1,7 milioni di alveari registrati, l'Italia consolida il suo ruolo di protagonista nel panorama europeo. A livello regionale, la distribuzione delle colonie vede primeggiare il Piemonte (9,52%), seguito a breve distanza da Calabria (8,98%) e Sicilia (8,18%).

Resilienza genetica e vittorie normative

Oltre ai numeri, l'attenzione si sposta sulla qualità biologica. Nonostante le sfide climatiche e ambientali, l’ape italiana dimostra una straordinaria resilienza grazie a un patrimonio genetico rustico e adattabile.

Sul piano legislativo, Cirone rivendica il ruolo guida dell'Italia nella tutela del prodotto: fu proprio una battaglia italiana a imporre per prima l’obbligo di indicare l’origine del miele in etichetta per tutti i prodotti UE. «Prevalse la nostra linea», ricorda il presidente, sottolineando l'importanza di difendere l'identità del miele locale.

La rivoluzione della "Direttiva Breakfast"

La vera svolta per i consumatori scatterà il 14 giugno 2026. La nuova "Direttiva Breakfast" imporrà un ulteriore salto di qualità nella trasparenza: le etichette non dovranno più limitarsi a indicare i Paesi d’origine, ma dovranno specificare le percentuali esatte dei mieli utilizzati nelle miscele.

«Si tratta di un provvedimento attesissimo», commenta Cirone su la Repubblica«In un mercato dove oltre il 60% del consumo europeo dipende dalle importazioni, questa misura è fondamentale per contrastare le frodi e tutelare chi produce con onestà».

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