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Manovra finanziaria e settore primario
15.01.2026 - 21:23
La Legge di Bilancio 2026 e il bilancio triennale 2026-2028, con uno stanziamento complessivo di circa 22 miliardi di euro, sono stati approvati. La manovra introduce una serie di interventi strutturali e incentivi fiscali di rilievo per il settore primario, con l’obiettivo di modernizzare le imprese agricole, promuovere il benessere animale e rafforzare la capacità di gestione delle emergenze sanitarie e ambientali che colpiscono le filiere produttive italiane.
Di seguito una prima sintesi delle misure di maggiore interesse, in attesa di ulteriori approfondimenti.
Tra le principali novità figura il sostegno agli investimenti tecnologici. Il comma 454 prevede che, per il periodo compreso tra il 1° gennaio 2026 e il 28 settembre 2028, le imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli, nella pesca e nell’acquacoltura possano beneficiare di un credito d’imposta pari al 40% per l’acquisto di beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, indicati negli allegati IV e V della legge.
Il beneficio è riconosciuto fino a un limite massimo di investimento di 1 milione di euro. Le risorse stanziate ammontano a 2,1 milioni di euro per ciascun anno del triennio e consentirebbero di soddisfare circa 30 aziende all’anno sull’intero territorio nazionale. Confagricoltura ha già richiesto, nelle sedi ministeriali competenti, un rifinanziamento della misura, ritenendo le risorse attualmente previste largamente insufficienti.
Tra gli interventi fiscali a favore delle imprese agricole si segnala la conferma, anche per il 2026, dell’agevolazione IRPEF sui redditi dominicali e agrari per coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola.
Il regime agevolato, già in vigore nel 2025, non prevede un’esenzione totale, ma una tassazione progressiva ai fini IRPEF secondo le seguenti percentuali:
0% fino a 10.000 euro;
50% oltre 10.000 e fino a 15.000 euro;
100% oltre i 15.000 euro.
Sul fronte dei costi di produzione, viene confermata la cosiddetta “blindatura” del gasolio agricolo: il comparto mantiene le proprie agevolazioni anche per il 2026, senza aumenti delle accise previsti in Legge di Bilancio.
La manovra prevede il rifinanziamento della “Nuova Sabatini” con:
200 milioni di euro per il 2026;
450 milioni di euro per il 2027.
Si tratta di uno strumento rilevante per le imprese che intendono finanziare o acquisire in leasing beni strumentali, come macchine, impianti e attrezzature, beneficiando di contributi a tasso agevolato.
A partire dal periodo d’imposta 2026, sul reddito imponibile si applicano le seguenti aliquote IRPEF, progressive per scaglioni:
fino a 28.000 euro: 23%;
oltre 28.000 e fino a 50.000 euro: 33%;
oltre 50.000 euro: 43%.
Le aliquote in vigore fino al 31 dicembre 2025 prevedevano invece un’aliquota del 35% per lo scaglione compreso tra 28.000 e 50.000 euro.
Dal 1° gennaio 2026, il limite di esenzione giornaliera per i buoni pasto elettronici aumenta da 8 a 10 euro.
Resta invariata, invece, la soglia di esenzione per i buoni pasto cartacei (in formato carnet), pari a 4 euro giornalieri.
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